LA NOSTRA STORIA

     La storia della Be-boxe di Copertino nasce dalla passione innata - dell'attuale maestro Francesco Stifani - verso il pugilato. A soli 14 anni Francesco, abitando nella periferia di Copertino decide di costruirsi un ring (che definire tale potrebbe risultare un eufemismo) mentre i suoi amici coetanei giocavano - come la maggior parte dei bambini di quella età a calcio. Francesco purtroppo, non aveva la possibilità di raggiungere costantemente Gallipoli per frequentare la palestra di boxe più vicina e così realizzò questo rudimentale ring sul quale ci invitava i suoi amici che sfidava emulando i grandi della boxe di quei tempi. Francesco, guardava difatti la Tv insieme a suo padre, ammirando le gesta sportive di Benvenuti, Rosi e Oliva.

     L'altra tappa fondamentale è il periodo del servizio militare a Piacenza, dove Francesco conosce e stringe amicizia con un commilitone, il quale era (ma Francesco lo scoprì dopo un po' di tempo) un professionista di boxe. Francesco chiede quindi al suo collega, di poterlo portare con se, per vedere quello che accede in una vera palestra di uova società pugilistica ma soprattutto di farlo nella sua Copertino; e fu accontentato.

     Francesco, una volta entrato in quel "tempio" della boxe, nota da subito gli odori, i sacchi (logori e incerottati) e quell'aspetto di usura che faceva immaginare il lavoro e le fatiche trascorse in quel luogo; tra l'altro, appesi in palestra, c'erano i poster di Maurizio e Loris Stecca, i quali in quel periodo erano gli atleti italiani che andavano per la maggiore. Così Francesco iniziò a frequentare quella palestra diretta dal maestro Giordano Mosconi, il quale il primo giorno di allenamento non degnò nemmeno di uno sguardo il nuovo arrivato ma dopo appena tre sedute di allenamento, il maestro Mosconi cominciò ad avvicinarsi a Francesco e gli disse che vedeva in lui un valido atleta da proporre sul ring. Francesco, nonostante avesse cominciato ad un'età avanzata (19 anni) riuscì a disputare 31 incontri, confezionando 26 vittorie, 4 pareggi e proprio nell'ultimo suo match - in quel di Reggio Emilia - giunse la prima sconfitta; dal quel giorno l'attività agonistica di Stifani, andò verso il tramonto, anche perché Francesco in quel periodo viveva da solo a Milano ed era un cane sciolto senza una vera guida che gli indicasse veramente la strada giusta da seguire. Dopo un periodo in cui affianca il maestro Mosconi per seguire le sedute di allenamento di alcuni alteti, Francesco decide di volere una palestra tutta sua, di far sorgere una no. "Avere a che fare con gente che parla la tua lingua - spiega Franscesco - è di certo più semplice; stare a stretto contatto con gli atleti della tua terra, capirne le rispettive situazioni famigliari, parlare in dialetto salentino, tutto ciò ti permette di lavorare con maggiore proficuità". Quindi Francesco nel 2001 rientra a Copertino e decide seriamente di gettare le basi al suo progetto sportivo; i primi mesi del 2003 infatti, si costituisce la neonata Be-boxe, mentre per attendere l'apertura della palestra, si è dovuto aspettare il successivo mese di settembre. A Francesco, serviva trovare una struttura che potesse accogliere la sua realtà; quotidianamente Francesco era costretto a "rompere le scatole" all'amministrazione comunale di Copertino, cercando una risposta positiva alla sua richiesta. Il tempo scorre velocemente e per Francesco c'è il serio rischio di far scadere il brevetto (conseguito nel 2002) utile per intraprendere l'attività di tecnico sportivo. Francesco, all'ennesima richiesta fatta davanti al sindaco ebbe dal primo cittadino questa risposta: "Perché non tenta maggior fortuna nei paesi limitrofi?". A quella risposta così becera, Francesco puntò con uno sguardo torvo il sindaco e con i pugni piantati sulla sua scrivania disse: "Forse lei non ha proprio capito un c...o! Io voglio portare la boxe a Copertino e far crescere nuovi campioni proprio in questa città". A quella che per certi versi poteva essere definita una sorta di "minaccia" sportiva, la reazione del sindaco è a dir poco sorprendente; il primo cittadino, convoca infatti l'assessore allo sport e lo esorta a trovare immediatamente una sistemazione per il progetto di Stifani. Dopo un breve giro di perlustrazione, Francesco e l'assessore, trovarono una palestra oramai in disuso, ubicata all'interno di un complesso scolastico. Francesco, ha un pensiero lungimirante e all'interno di quel locale, ci vede già la sua palestra piena di atleti che lavorano al sacco o sul ring. Francesco è costretto quindi a lavorare sodo per diversi mesi dalla mattina alla sera, solo come un cane per rendere quel luogo abbandonato da tempo in una struttura sportiva. In quel periodo, il futuro maestro Stifani, riesce a trovare anche il tempo per allenarsi e, proprio durante una di queste sedute, Francesco nota che due ragazzini si divertivano a sbirciare all'interno della palestra: erano Dario Vangeli (l'attuale campione in forza alle Fiamme Oro) e Dario Muci ovvero i  futuri primi allievi di Stifani. Proprio con Vangeli, Francesco ha lavorato per alcuni mesi nella solitudine più assoluta ed esattamente l'8 maggio del 2004 - al primo appuntamento ufficiale - Dario conquista il titolo interregionale, mentre quattro mesi più tardi il campionato italiano. Poi, solo in seguito, nella palestra di via Mogadiscio, hanno cominciato a bussare alla porta, anche altri ragazzi, molti dei quali sono i nuovi campioni di oggi.           

 

     To be continued.........